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Archivio Settembre 2006

L’Orizzonte visto da un Autogrill…….La Mia Storia

21 Settembre 2006 8 commenti


Non importa qual è il mio nome, e non importa nemmeno quale sia la mia ormai stanca apparenza, il colore di mare aperto dei miei occhi, ora furtivamente braccati dai lievi solchi di neonate tartarughe che sperimentano la passione della vita gettandosi, con incerto ed ansioso ondeggiare, ad inseguire la risacca. Il mio è il nome di una donna, una come tante, e la mia storia è quella di una resa.
Sono nata sul mare e cresciuta scrutando giorno dopo giorno l?orizzonte per scorgere, alle prime brezze autunnali, i dolci profili di una terra straniera, la linea confusa e tremolante che hanno i sogni abbondanti di promesse. Già, ma i bambini credono che basti sognare per ottenere ciò che si desidera, credono nella miracolosa corrispondenza tra il pensiero e l?azione, nella logica contiguità fra la colpa ed il perdono.
Ho lasciato il mio mare che ero ancora ragazza, quando solo un amore più grande avrebbe potuto separarmene. Giunse e mi portò lontano, non al di là, ma lontano, vicina alla neve, in una nebbiosa distesa d?autunni incoronati dalle montagne. Mi portò in un castello e disse che era nostro. E fu il mio sposo.
Dalla finestra della mia camera vedevo ora una diversa distesa d?acqua, immobile, circondata da pareti che ne bloccavano ogni tentativo d?oscillazione. Non riuscivo più a scorgere la delicata curva dei boschi e delle verdi pianure oltre l?orizzonte, perché in quella terra non c?era più alcun orizzonte. Ma decisi, con risolutezza, che l?amore avrebbe portato dentro di me la scoperta di un nuovo oriente. Accettai l?introiezione del confuso confine tra terra e mare con la docilità di un dato incontrovertibile, con la rassegnazione che, dicono, contraddistingua un movimento maturo.
M?ingannavo: presto scoprii che le esigenze del regno mal si conciliavano con quelle del cuore, che l?abisso privo d?emozioni mai sarebbe stato colmato dal neghittoso intervento di una miope ed impersonale ragion di stato.
Non mi bastava: poiché non avevo sposato una carta di credito, non anelavo ad una squallida agiatezza da eremita ed alle desolanti soddisfazioni materiali che un patrimonio regale mi poteva garantire. Nel mio regno timidamente naif ogni creatura aveva diritto al suo pane, consumato al tepore di un focolare, e ad un paio di scarpe calde ed asciutte per i rigori invernali. Cercai quindi sollievo e conforto portando me stessa agli altri, protendendomi ad alimentare giovani occhi che si rivolgevano a me avidi di tenerezza, come solo gli occhi di un bambino ferito sanno fare. Ne volevo appassionatamente uno che fosse mio, un principe che un giorno sapesse regnare con l?arte sincera del giusto e non con quella spietata della diplomazia. Ma non venne e presto conobbi il deserto. L?arsura, insinuatasi subdolamente fra le membrane cellulari, segnando di un?inestinguibile memoria ogni fibra del mio essere, spezzò le mie labbra secche e devastò a tal punto le mie carni che dopo l?amore si estinse anche il rispetto. Tradii. Lo ammetto. Ma fu la bambina sulla riva del mare ad essere tradita per prima: cercò, cercò a lungo ma non trovò, dal profondo della sua amarezza, una risposta diversa dal chiamare a raccolta venti impetuosi che spazzassero, con la loro primitiva potenza le nubi, cariche di pioggia, addensatesi come una netta cesura. L?adulterio è una costruzione giuridica d?indiscutibile impronta virile, cerebrale artificio di un?epoca dove la legge era fatto per pochi ed era l?arbitrio degli uomini: nulla ha dunque a che vedere con l?amore, né tanto meno con il soffio che rianima la brace, appena un attimo prima che la cenere la soffochi per sempre. Tradii e fu per amore, un inaspettato incantamento di una sera che volli congelare in un attimo eterno. Ma la vita, la vita cialtrona, la vita infingarda, la vita che scova sempre imprevedibili congiunzioni per deviare il corso di qualsiasi fiume le aggradi stravolgere, attese con pazienza il suo momento di riscossa e mi attrasse in una vile imboscata: colse l?opportunità di un lampo cieco che, togliendo lucidità ai miei sensi, distolse in via definitiva la mia esistenza da un cammino che pareva agevole e prefissato. Fu un incidente, lo giuro. Nulla vi fu di deliberato, ed ogni minimo fluire fu sottratto al mio controllo. Non volli e mi risvegliai sudata e tremante da quello che ancora oggi, oggi che potrei perfino riderne, ricordo solo come un incubo. Fui punita per il mio tradimento svelato, piegata con spietatezza, ripudiata senza possibilità né coraggio di trattare condizioni. Non ci furono prigionieri. Solo l?esilio. Questo è il potere di un re, ora lo conosco ed ho imparato a tenermene discosta, a cercare anticipatamente riparo quando la furia minaccia di abbattersi cieca sul mio capo.
Mi rimase il mio terzo orizzonte, un orizzonte d?eterno tramonto: conobbi la passione più intensa rivolta ad ovest, dopo un mezzogiorno troppo fugace perché i miei occhi ancora provati lo potessero cogliere. Speravo potesse essere per la vita, pensavo significasse aver raggiunto l?ultima tappa di un ritorno; mi sbagliavo ancora e scoprii che l?amore finisce sempre troppo presto per chi ha ancora le braccia protese. Ma amai. Amai con ostinazione e, fortunatamente, non sono abituata a rimpiangere le magiche sinfonie che quasi mi videro perduta in un cerebrale e delizioso oblio.
Presto fui ancora sola, impegnata ad attraversare una steppa desolata ed a confondermi con i lupi. Decisi, spinta da un inedito bisogno, di garantirmi la sopravvivenza imparando ad ululare, nascondendo lacrime e straziante dolore tra le pieghe di un suono feroce, facendomi scudo di un ringhio e ricordandomi sempre di non scoprire mai la gola.
Sembrò eterna la mia strada attraverso le nevi: sperimentai profonde depressioni prive d?ossigeno ed altipiani illuminati da un sole freddo e lontano, dominati da accecanti balugini di frecce argentate.
La notte oscillavo insonne lungo la tangenziale che mi riportava a casa, priva d?ogni volontà di ritornarvi e mi fermavo a mangiare, assordata dalle roboanti lancette di un orologio immobile, sempre nel solito autogrill: dividevo il mio pasto con un fedele compagno a quattro zampe e imprigionavo nel tempo e nello spazio quest?oasi, testimone della mia solitudine.
Poi, giunta non so come sulla vetta di un altopiano qualsiasi fra i cento anonimi attraversati, all?improvviso si è squarciato il velo del cielo, spalancandosi su di un nuovo orizzonte, sulla valle temperata e verdeggiante di un regno sconosciuto. Discesi a capofitto, ansiosa di giacere fra le braccia accoglienti di un riposo ristoratore, all?ombra della quercia più rigogliosa della valle. Conobbi il mio nuovo sovrano ed iniziai l?aspro tirocinio che mi avrebbe condotto alla perfetta padronanza dell?etichetta e delle consuetudini bizzarramente ritmate di questa corte straniera.
Ho accettato di fermarmi qui ed ho deciso che sarà per sempre.
Ho finalmente imparato il cinismo e l?astuta rassegnazione di simulare la resa per difendere il valore più grande. Ho cercato con consapevolezza la protezione di un forte: pur amandolo e, ne sono certa, essendone riamata, troppo sale lascia cadere in ogni tozzo di pane di cui graziosamente mi nutre. Crede di avermi raccolto in una stazione di posta, una delle tante sulla strada in cui le donne perdute intrattengono i viaggiatori, ristorandoli per le fatiche ed i disagi del viaggio: non sa minimamente come funzioni il cuore di una donna, non sa come funzioni il mio. Gli sorrido con devozione e deferenza, gli mostro gratitudine e somma cura anche quando non c?è rispetto nelle sue parole, nei suoi cenni, nella sua insolente sfida ai miei sentimenti. Ma ora sono debole, fragile, disarmata e non ho altra scelta. Lo ripago con la mia resistenza passiva, chiedendomi se e quando, in uno sprazzo di lucidità, capirà improvvisamente quanto mi sia costato lo sforzo di tenere vivo l?amore che nutro per lui, di colmare di giustificazione e comprensione ogni voragine che ha scavato dentro di me. Mi chiedo se il mio amore valga così poco o, meglio, perché a volte mi pare che lui lo stimi così poco. Lo osservo ogni giorno mentre, con caparbia risolutezza e puerile cecità, conquista il diritto al mio tradimento, alle mie menzogne: ma solo quando i tempi saranno maturi, quando nessuno potrà più arrecarmi alcun danno, minacciarmi, chiedermi un prezzo troppo alto. Non sarà per intemperanza che lo tradirò, non sarà forse nemmeno per amore: non ho più l?età in cui si ama senza calcolo. Non ho più i vantaggi ed i privilegi della giovinezza. Il fallimento, questa volta, sarebbe senza attenuanti e senza remissione: l?ho imparato a mie spese e so come tenerne conto.
Ho imparato che ciò che cercavo è sempre stato qui, dentro di me, integro, prezioso, gelosamente custodito e segreto ai miei stessi occhi, un tempo acerbi ed ignari.
Ho imparato che un albero acquista valore non per la sola bellezza e sacralità delle sue fronde, ma per i frutti che da e per quanti uomini riesca a sfamare.
Ho imparato a non lasciarmi più incantare, sorpresa dall?infinita e profumata bellezza del mare e giuro, lo giuro, non cenerò più sola, contemplando la desolante distesa di un fiume continuo di luci, l?orizzonte visto da un autogrill.

A Joyce… Figlio Primogenito!

19 Settembre 2006 Commenti chiusi


Joyce legge, legge moltissimo, si aggiorna. Mi ha indicato una poesia, gliela dedico con tutto il cuore, riportando una frase di Gandhi: ” La grandezza di una nazione e il suo programma morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”

PREGHIERA DEL CANE
(di Beth Norman Harris)

Ho letto qualcosa sul giornale di oggi che il mio
umano mi ha mostrato, e voglio parlartene.
Trattami gentilmente, mio adorato padrone,
perché nessun cuore in tutto il mondo
è più riconoscente per la gentilezza
del mio cuore pieno d’amore.
Non umiliarmi bastonandomi,
perché sebbene io leccherei la tua mano durante i colpi,
la tua pazienza e comprensione
mi insegneranno più rapidamente le cose che vuoi.
Parlami spesso, perché la tua voce è la musica
più dolce del mondo, come tu puoi capire dal
mio selvaggio scodinzolamento, quando le
mie orecchie in attesa sentono i tuoi passi.
Quando fa freddo e piove,
per favore tienimi in casa,
perché io ora sono un animale addomesticato,
non più abituato alle intemperie.
Ed io non chiedo maggior gloria che il privilegio
di sedere ai tuoi piedi accanto al focolare.
Anche se non avessi una casa, io ti seguirei
attraverso il ghiaccio e la neve piuttosto
che riposare sul più soffice guanciale nella
più calda casa del mondo, perché tu sei il
mio Dio ed io il tuo devoto adoratore.
Lasciami la ciotola piena di acqua fresca, perché,
anche se io non ti rimprovererei se è asciutta,
io non posso dirti quando soffro la sete.
Dammi cibo sano, così posso stare bene, per
giocare chiassosamente e ubbidire ai tuoi comandi,
camminare al tuo fianco, ed essere pronto e capace di
proteggerti con la mia vita se la tua fosse in pericolo.
E,adorato padrone,se il Grande Padrone volesse
privarmi della salute o della vista,
non mandarmi via da te.
Piuttosto tienimi gentilmente tra le tue braccia
in modo che le tue mani esperte mi concedano
il pietoso favore dell’eterno riposo
e io ti lascerò sapendo col mio ultimo
respiro che la mia sorte è stata
sempre sicurissima nelle tue mani.

La Mia Risposta….. "Le Cose che Odio di Te"

18 Settembre 2006 1 commento


Carissimi tutti??
Aaaaaaaaaaaaggggggggggghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Accidempoli! Pofferbacco! Perdindirindina!!!!! Ecco, mi sono liberata!!!
Ora posso esprimere il mio umilissimo parere adottando la sacra arte diplomatica.
Ripercorriamo alcuni momenti storici, fondamentali ,del nostro paese:
1°) 1945 le donne conquistano il voto, nel dopoguerra, un diritto maturo in una società democratica. Istituirono una VERA e PROPRIA battaglia che le condusse alla conquista dei diritti civili.
2°) 1969 abolizione del reato di adulterio ( discutibile impronta virile: puniva la donna e non l?uomo).
3°) 1970 viene introdotto il ?divorzio? con successivo referendum per abrogarlo con esito
negativo.
4°) 1978 diritto all?aborto presso una struttura pubblica
5° 1996 è approvata la legge sulla violenza sessuale.
Una domanda che mi sorge spontanea e volentieri Vi giro: come sono state conquistate queste norme legislative? La donna è stata considerata ?minoranza?? Le coppie di fatto, etero e gay ( ordine alfabetico ) sono ?minoranza??
Chi di voi ha letto Franca Rame e Dario fo? Chi ha seguito i loro spettacoli? Chi è sceso in piazza a manifestare? Chi ha fatto un gran ?casino? per far valere il sopraccitato?
Già, non esistevano i reality, la TV non era così commerciale, internet era uno zigote all?interno del Dipartimento di Difesa statunitense. Eppure questo processo di emancipazione ha portato un radicale cambiamento dell? organizzazione e struttura sociale: i ruoli, le abitudini, i comportamenti individuali, sia maschili che femminili. La famiglia tradizionale non esiste più.
Spiacente comunicarVi che le ?stronzate? imposte dal XXI secolo sono l?unica fonte di visibilità, perché a quanto pare non abbiamo sufficiente coraggio per imporre la nostra legittimità!! No sotto i riflettori, no alle manifestazioni (sputtanamenti???), no alle interviste, no allo spettacolo, no alla descrizione della vita di coppia gay e non, no ai dibattiti, NO!! Bene, (mi sta sfuggendo la diplomazia, perdonatemi) Nascondiamoci! Aspettiamo che qualcuno tenda la ?pargoletta mano? per decidere di legiferare! Non Esistere e Sopravvivere o Esistere e Vivere?! Dubbio Amletico!! Quante persone devono ancora morire? Il compagno di mia sorella è mancato in un incidente stradale?oh,oh,oh! Cavolo, alcun diritto!! Convivo e non desidero risposarmi, devo essere obbligata a farlo? Scusate? posso avere un riconoscimento ?legale?? Me tapina! Il mio compagno non può divorziare ( quanti casi del genere ci sono in Italia? Tanti! Troppi? Pianti, ricatti, pensioni di reversibilità, mantenimento, figli) Sono 10 anni che mi esibisco nel ruolo di ?moglie?! La mia vita è in pericolo? Chi decide? Le mie sorelle abitano a 570 km di distanza!! Posso morire 570 volte!!! E vale il contrario! Il girotondo di Sorella Morte potrebbe essere dietro l?angolo? per tutti. Immagino la scena: moglie legittima ( separata indi ancora coniugata) ? Ciao Levità?. Ehm, Ludovica. Mi presento? sono la vedova inconsolabile, puoi sgombrare per cortesia? La tua presenza è inopportuna, sono costernata? ma hai vissuto in una casa provvista da me, nel posto che volevo scelto da me, con mobili che volevo preferiti da me?? Devo fermarmi, perché avverto una certa ansia asmatica come quella che avranno provato i pelle-rossa, mentre l?esercito americano li stava scortando con tenerezza entro i confini della loro riserva?
Eh, lo so? l?ironia non commuove. Siamo un popolo di anime sensibili, innamorati delle tragedie, una sorta di piacere della sofferenza: la gabbia nella gabbia della nostra apparenza. Cosa voglio? Cambiare la legge, per tutti.
E se questo dovesse comportare la partecipazione o la realizzazione di un qualsiasi evento per spaccare in quattro quel filo di luce che mi è stato donato e al quale Credo? beh, non ci sarà alcun retaggio, vergogna, moda o riservatezza che possano trattenermi. Ho già versato troppe lacrime, seguito molte bare e toccato diverse sofferenze? Indi, non intendo rimanere seduta a raccontare una storia, anche perché, come ha detto il grande Charlie Chaplin, ? la vita è un?opera di teatro che non ha prove iniziali?. Grazie a Davide Montanari, alla Liff e a tutti coloro che del pensiero ne compiono un?azione, per trasformarla in risultato!
Ludovica Mazza

"Le Cose che Odio/So di Te". Richiesta giunta alla LIFF e opinioni a confronto..

18 Settembre 2006 Commenti chiusi


Spett.le Redazione
>
>
> sono Valentina, lavoro per la Endemol Italia, la casa di produzione
> televisiva. Stiamo cercando coppie gay che convivano e abbiano un rapporto
> consolidato per una nuova trasmissione televisiva che andrà in onda su
> Discovery Channel. Si tratta di un docu-drama focalizzato sui”piccoli
> difetti del partner”.
>
> Dopo il grande successo dell’esperienza di “Cambiomoglie”, Endemol vuole
> nuovamente aprire una finestra sul mondo gay per cercare di mettere in
> evidenza le dinamiche quotidiane di una coppia omosessuale.
>
> Se qualcuno fosse interessato può contattarci all’indirizzo
> satellite@endemol.it, o al numero 340/3581868.
> Valutando caso per caso,la produzione concorderà un eventuale rimborso per
> la
> coppia selezionata.
> Grazie per l’attenzione,
> Valentina

Vi inoltro la mail di risposta di Massimo Buonocore riguardante la richiesta fattaci da endemol..
Rispondo a Massimo dicendogli che posso anche condividere le sue perplessità. Ciononostante il mio compito non era quello di giudicare, o se vogliamo esserne il censore, di una proposta che una azienda seria che fa televisione (Bella o brutta che sia) ci ha inviato.. Sta agli interessati giudicare se è opportuno partecipare o meno
Cordialmente
Davide Montanari

Trovo l’ idea della Endemol orrenda.
Non ci bastano tutte le liti e risse televisive?
Adesso dobbiamo spingere le coppie a dilaniarsi in pubblico?

Massimo Buonocore

Davide Montanari – Responsabile comunicazione Liff

Vi inoltro altre 4 mail di ns iscritti che, a seguito della opinione di Massimo Buonocore riguardante la richiesta della Endemol fatta al sito, fanno sapere cosa ne pensano in proposito
Davide Montanari

Sono molto d’accordo con Massimo Buonocore, sia perché ormai in overdose da liti e risse televisive (e di immagini negative delle coppie gay da offrire in pasto a chi è contrario alle coppie gay proprio non se ne sente il bisogno né l’opportunità) sia perché sempre e ancora in fiduciosa attesa di una televisione non ficcanaso né impicciona della vita privata altrui.
Giulio Garuti
Concordo con Massimo Buonocore, è solo spettacolo, non insegna nulla, non
arricchisce nessuno (moralmente). Strumentalizzare per trarne solo un
guadagno
walter mariotti

Buon sera, il mio modesto punto di vista è che forse bisognerebbe indignarsi
per cose un po’ più consistenti ed importanti che non un programma
televisivo che si può seguire o meno.
Sicuramente è più disgustoso un programma tipo “La Talpa” in cui si fanno
prove si sopravvivenza…..ma perché non vanno ad aiutare le persone in Libano
se hanno tanta voglia di avventura?
Oppure ci si può indignare per la piccola maria che deve tornare in
Bielorussia!
Buona serata.

valentina

Carissimo Massimo,
trovo che la Endemol, nota società produttrice di reality e games vari, abbia avuto un’idea interessante.
Per le liti…. basta vedere un TG, aprire un giornale, ascoltare la radio! Nulla di straordinario!!!! Le coppie? Idem con patate! Siamo solo informati del sangue di gente folle che decide di uccidere il/la legittimo/a consorte e figli al seguito. Forse esaminando le varie difficoltà di coppia, pur enfatizzate dalla spietata legge della TV, potremmo renderci conto che le famiglie ( in questo caso: unioni di fatto) VIVONO!!! Non solo Esisitono!!! E poi la Endemol ha già aperto uno spiraglio con Unan1mous, Pierluigi è stato il primo concorrente gay completamente sconosciuto. Un bel PACS avanti!!
Ti abbraccio. Ludovica.

Sono arrivate altre mail riguardanti la stramissione televisiva che la Endemol intenderebbe realizzare. Massimo Buonocore, che ha dato il via al dibattito, torna ancora sull’argomento. Ma c’è anche un messaggio a tal proposito del vicepresidente Liff Adele Parrillo

Davide Montanari

Ho sentimenti contrastanti….sono d’accordo con Buonocore perchè non sentiamo la necessità di un altro reality, in più qui si vuole sfruttare una realtà ancora poco messa “in piazza”, se non da qualche bravo e illuminato regista.
E sono d’accordo che ci si può indignare per cose più serie…..ma qui, la cosa seria è che c’è in corso una battaglia civile per il riconoscimento delle coppie di fatto, anche gay.
VALUTARE con ACCORTEZZA…
E’ vero che, come diceva già qualcuno, abbiamo da perdere solo le nostre catene, ma se fossi parte di una coppia gay…non metterei in piazza la mia vita, ma costruirei a tavolino con il mio/a compagno/a la nostra storia, e dovrebbe essere una storia da far piangere gli italiani, nel senso della solidarietà totale al riconoscimento dello status tanto “avverso”.
Adele Parrillo

endemol non endemol… l’unica cosa da dire è che in questo miserevole paese viene scambiato il pettegolezzo da cortile e isterico per legge o diritto…solo così i bravi italiani possono dire di aver parlato di cose ”scabrose” e non essersi sporcati le coscienze…ma aver fatto la figura di democratici!!! e culturalmente avanzati e alla pari dell’europa!!!! miserrima consolazione. mi dà fastidio che la liff si presti a queste stronzate direttamente o indirettamente..potrebbe impiegarsi meglio..saluti carlo corbellari

Concordo con Massimo Buonocore e le risposte che sono già state date , ormai non esiste limite allo spettacolo, ogni singolo aspetto della vita pubblica o privata viene “lavorato a dovere” per fare spettacolo.
ma la domanda che mi viene spontanea …” ma chi cavolo guarda questo tipo di tv pazzatura”?

Gent. Davide Montanari,

ho trovato molto interessante il dibattito che si è creato da una sua semplice richiesta. Inoltre condivido pienamente il suo metodo di rendere tutti partecipi.

Ne ho preso spunto per postare un nuovo ritratto sul sito delle “Nuove Famiglie”.

Le chiedo, perciò, se è d?accordo nel diffondere tra gli altri contatti il link.

Hai fini del dibattito la mia opinione è che, nonostante il loro carattere poco elettivo, certe trasmissioni non sono l’origine di tutti i mali, il tono è volutamente ironico, così le situazioni vengono sdrammatizzate; partecipanti e pubblico si divertiranno. La conduttrice sarà Flavia Cercato, lavorava in radiorai ed è bravissima e rispettosissima. Inoltre le persone più arrabbiate, leggendosi l’allegato, avrebbero scoperto che la trasmissione non è rivolta solo a coppie gay.

Cordiali saluti,


Daniele Federico

http://lenuovefamiglie.blogspot.com

Caro Davide,
sono assolutamente certo che tu mandi messaggi e che non fai altro che informarci. Te ne ringrazio e mi auguro che in questo mondo gay cosi’ bistrattato e carico di promesse che difficilmente verranno mantenute (PACS? ci credo poco anche se ci spero molto) ci siano più Davide Montanari in circolazione.

Il mio commento alla proposta Endemol era – appunto – un commento personale.
Stanco di sputtanamenti in piazza da con e per tutti non vedo di buon occhio dei gay sotto il riflettore delle TV.
Io non sono affatto convinto che in Italia ci siano tutti questi cambiamenti riguardo ai gay; molto e’ esagerato e molto e’ “di moda”.

Ciò detto, dato che io non vivo in Italia da oramai 7 anni e non rientrerò che fra un altro anno, può darsi benissimo che i responsabili della trasmissione siano persone correttissime e che il servizio renda una buona immagine a noi tutti.

Grazie e buon lavoro.
Massimo Buonocore

Io! Mi hanno costretto……….rispondo al test!!

10 Settembre 2006 6 commenti


Nome: Ludovica
Soprannomi: Ludy
Numero di candele che avevi nella tua ultima torta di compleanno: Il futuro ci angoscia,il passato ci frena?42! 4+2= 6!
Data in cui di solito spegni quelle candele: 24 Gennaio, 12.05?Milano. Ho ricevuto il primo complimento di un uomo: ?Signora (mia madre) questa non è una bambina, è un ragno!
Altezza: Una riga sopra? 178 cm
Peso:Idem con patate? 60 kg
Colore occhi: Verdi
Colore capelli: Dipende dall?umore? non parlo delle ghiandole del Bartolini! Vabbè, castano mogano
Colore pelle: Devo interpellare il mio dermatologo! Ma che cavolo di domanda è? Giudicate voi!
Numero di scarpe: Ahahahahah! Cenerentola 1964! 4????????0
Occhiali: Vista l?incipiente senilità? fondo di bottiglia di colore verde, fa pandan! NO!!
Braccialetti, catenine: Un braccialetto, uno e sempre solo uno, portafortuna brasiliano, lo rinnovo ogni volta che si spezza ed esprimo il medesimo desiderio. Per ora funziona.
Cicatrici: Ho rinunciato, dopo Karate si o Karate no.
Piercing: Dove non batte il sole
Tatuaggi: Pegaso su spalla sn, fatto dopo aver lasciato mio marito
Operazioni: Matematica analitica
Giorni in ospedale: Uno al mese, c?è un medico che m?attizza!
Ti hanno mai scambiato per qualcun’altro? : Lady Diana!!!!!
Studi/lavori?: Lavorolavorolavorolavorolavorolavorolavorolavoro
Profumo: Aromatic Elisir by Clinique
Residenza Attuale: Torino
Fumi?: Troppo
Idoli: Walt Witmann
Ti piace viaggiare?: Si, con Paperino
Hai mai dedicato poesie a qualcuno?: ?La strada si staglia, la luce illumina il cammino di un uomo che è solo, che muore all?amore di sempre, che cerca la vita al di là di un quadro dipinto male???
Te ne hanno dedicate?: ?Mi hai mai amato? Si, dietro il sipario? eri bella!?
Zone in cui ti piace essere baciato: Wow! Seno, ombelico???????????.
Il sogno che non si potrà mai realizzare: La guarigione completa di una delle mie due sorelle
Hai mai pensato di mollare tutto e ricominciare la tua vita?: Ricominciare? Sempre avanti: credere, obbedire, combattere!
Sogni spesso?: Tutte le notti
Sogno erotico preferito: Non lo posso raccontare?..
Che cosa fa il/la tuo/tua migliore amico/a?: Fa finta di lavorare
Cibo preferito: Pasta e basta!
Cibo che ti fa più schifo: Il Tofu
Bevanda preferita: Vino
Bevanda alcolica: Vedi sopra
Ascolti quello che dicono le persone di te?: Quando vado dall?otorino per lavaggio orecchie
I tuoi vestiti li scegli al buio o li sceglie qualcun altro?: Apro l?armadio e scelgo che vita indossare
Timido o estroverso?: Animale sociale
Cosa colpisce di te?: L?altezza
Cosa cambieresti di te?: Algida donna del nord!
Cosa tieni sotto il letto?: Joyce va sotto il letto, è la sua cuccia! ( my dog, figlio primogenito!)
La tua fobia: Il buio
Ti sei mai pentito di qualcosa che hai fatto?: No
Canti sotto la doccia?: Si, musical!
Canta un pezzo di una canzone che ti viene in mente: “Che cosa dire di te?? come descrivere te, terribilmente fragile. E? bastato un soffio di vento, per far volare, adesso voli via da me?.?
Saluta le tre persone a te più care: Tutte le persone che amo
Saluta le tre persone a te più antipatiche: Non possiamo piacere a tutti

Mia Nipote e le regole per frequentarla!

8 Settembre 2006 24 commenti


10 regole per uscire con mia nipote

Regola numero UNO:
Se entri nel suo vialetto e suoni il clacson è meglio che tu abbia qualche pacco
da consegnare, perché di sicuro non carichi nulla.

Regola numero DUE:
Non toccare mia nipote davanti a me. Puoi guardarla, finché non sbirci nulla al
di sotto del suo collo. Se proprio non riesci a tenere mani o occhi lontani dal
corpo di mia nipote, vorrà dire che te li dovrò togliere.

Regola numero TRE:
Sono al corrente che è considerato di moda, per i ragazzi della tua età,
l’indossare dei jeans così larghi che paiono caderti dai fianchi da un momento
all’altro. Ti prego, non prenderlo come un insulto, ma tu e i tutti i tuoi
amici siete una manica di idioti. Comunque, voglio essere gentile e di mente
aperta in proposito, per questo ti propongo un onesto compromesso: Tu puoi
arrivare sulla sua porta con la tua biancheria in vista ed i tuoi jeans più
larghi di dieci taglie e io non avrò nulla da obbiettare. Comunque, per essere
sicuri che i tuoi vestiti restino al loro posto, almeno durante l’appuntamento
con mia nipote, prenderò la mia chiodatrice elettrica e te li fisserò
solidamente ai fianchi.

Regola numero QUATTRO:
Sono certo che ti è stato detto che, al giorno d’oggi, fare sesso senza
utilizzare un “metodo barriera” di un qualche genere ti può uccidere. Lascia
che ti chiarisca il concetto, quando arriverai a pensare al sesso con mia
nipote, io sarò la barriera, e io ti ucciderò.

Regola numero CINQUE:
Si considera normale che, per conoscerci meglio, noi si debba parlare di sport,
politica, e altri argomenti quotidiani. Ti prego di non farlo. L’unica
informazione che desidero da te è quando pensi di riportare indietro mia nipote
sana e salva a casa e l’unica parola che mi occorre di sentire in proposito è:
“presto.”

Regola numero SEI:
Non dubito che tu sia un ragazzo popolare, con molte opportunità di appuntamenti
con altre ragazze. Questo mi va benissimo fintanto che va bene a mia nipote.
Quindi, una volta che sei uscito con la mia nipotina, continuerai a uscire
con lei e nessun’altra finché lei non ti lascerà. Se tu fai piangere lei, io
farò piangere te.

Regola numero SETTE:
Mentre te ne stai sul vialetto di casa sua, aspettando che mia nipote appaia e
che quell’oretta e più trascorra, non startene lì a sospirare e lamentarti . Se
avessi voluto arrivare in tempo per il film non avresti dovuto prendere appuntamenti. Mia
nipote si sta truccando, un procedimento che può richiedere più tempo della
tinteggiatura del Golden Gate di S. Francisco. Invece di startene lì a far
nulla, perché non fai qualcosa di utile tipo cambiare l’olio alla macchina di suo padre?

Regola numero OTTO:
I seguenti posti non sono adeguati per un appuntamento con mia nipote:
Luoghi dove ci siano letti, sofà, o qualsiasi cosa più morbida di una seggiola
in legno.
Luoghi senza genitori, poliziotti o suore a portata di vista.
Luoghi dove c’è poca luce.
Luoghi dove si balla, ci si tiene per mano o dove c’è allegria.
Luoghi dove la temperatura ambiente è abbastanza calda da indurre mia nipote ad
indossare shorts, canottiere, mezze magliette o qualsiasi altra cosa che non
sia una tuta da lavoro, un maglione e un eskimo – allacciato fino alla gola.
I film fortemente romantici o a tema sessuale devono essere evitati; i film con
motoseghe vanno bene. Le partite di Hockey sono okay. Case di persone anziane
vanno meglio.

Regola numero NOVE:
Non mentirmi. Posso sembrarti una ridicola donnetta di mezza età con pancetta e
cellulite incipiente, poco furba e sorpassata. Ma per mia nipote, io sono
l’onnisciente e spietata dea del tuo universo. Se io ti chiedo dove stai
andando e con chi, tu hai solo una possibilità per dirmi la verità, tutta la
verità e nient’altro che la verità. Ho un fucile, una vanga e due ettari dietro
casa. Non cercare di imbrogliarmi.

Regola numero DIECI:
Abbi paura. Abbi molta paura. Ci vuole veramente poco per confondere il rumore
della tua auto sul vialetto con quello degli elicotteri sulle risaie vicino ad
Hanoi. Quando la mia intossicazione da diserbanti torna a farsi sentire, le
voci nella mia testa continuano a ripetere “pulisci il fucile mentre aspetti
che riporti a casa la mia adorata nipotina”. E’ per questo che quando arrivi sul vialetto di
casa sua devi: uscire dalla macchina con entrambe le mani bene in vista. Dire la
parola d’ordine, annunciando con voce forte e chiara che hai riportato mia
nipote a casa sana, salva e presto, per poi tornare in macchina. No non c’è
bisogno che entri. Il volto camuffato che vedi dietro un albero è il mio!

Il Girotondo di Sorella Morte…

3 Settembre 2006 2 commenti


STORIE DI COPPIE – LUDOVICA MAZZA CI RACCONTA LA TRISTE STORIA DELLA SORELLA FEDERICA

LUDOVICA MAZZA CI RACCONTA LA TRISTE STORIA DELLA SORELLA FEDERICA
Federica, dopo una lunga storia d’amore con Francesco, si trova ad affrontare quell’ordinaria storia di discriminazione che molte coppie di fatto sono costrette a subire
giovedì 11 maggio 2006 di

Federica spesso non ha le forze di affrontare la sua condzione. La sorella Ludovica invece ce l’ha. Ludovica non accetta passivamente quello che ha dovuto subire la sorella e si fa carico in prima persona di raccontare ciò che hanno dovuto subire dopo la tragica scomparsa del compagno di Federica. Leggete bene questa lettera…

FEDERICA E FRANCESCO FILIPPONI

Francesco è morto. È morto il 21 maggio del 2004, investito da un pirata che guidava in stato di ebbrezza e che non ha rispettato la precedenza. Francesco è morto sul colpo, contro un palo della luce, a 38 anni, mentre stava recandosi al lavoro.
Il “Corriere Adriatico” del giorno dopo ha dato la notizia dicendo che Francesco Filipponi lasciava la moglie Federica. Ebbene il problema di tutta questa storia, è proprio questo, oltre al dolore ed al lutto indicibile che ci ha colpiti: Federica e Francesco, benché lui da anni la presentasse a tutti come sua moglie, non erano affatto sposati.
L?avrebbero fatto, si sarebbero sposati proprio questo autunno o la prossima primavera, ma purtroppo il destino non ha voluto che le cose andassero così.
E certamente, la Morte, quando arriva, non ti dà il tempo di “sistemare le tue cose”, come vorrebbe la legge italiana in un caso come questo. La Morte non è tenuta a rispettare il Codice Civile, il diritto delle successioni e certo non rispetta le esigenze umane. Federica e Francesco si sono conosciuti ed innamorati nel 1994, dieci anni fa, e da allora non si sono mai separati per più di una settimana, amandosi di quegli amori che solo la morte può intervenire a turbare. Ma non a cancellare, perché Federica ama ancora profondamente il suo Francesco.
Nel giugno del 1997, Francesco e Federica presero in affitto un piccolo alloggio, in Via Firenze, a Senigallia, e andarono a vivere insieme.
Pensi che nostra madre era contraria alla coabitazione perché non si erano ancora sposati! Ma nostra madre morì, dopo una malattia breve ma prostrante per tutta la famiglia, il 1° novembre del 1997, e da allora Federica prese a vivere un po? con il papà, per accudirlo ed alleviargli i dolori della vedovanza, un po? con Francesco, che continuava, naturalmente, ad essere l?incrollabile punto fermo della sua esistenza.
Nel 1999 Francesco si trasferì in un?altra casa e Federica si trasferì definitivamente con lui.
Nel 2001 Francesco (e Federica) acquistano la casa di S. Angelo di Senigallia e si trasferiscono lì a febbraio del 2002. Francesco contrae un mutuo e lo assicura. Entrambi hanno la residenza lì dal mese di luglio del 2002.
Quando Francesco muore, il mutuo viene bloccato e pagato dall?assicurazione, quindi la loro casa, oggi, è di proprietà degli eredi. Gli eredi sono il padre di Francesco, Giancarlo Filipponi, la madre, Rita Milletti, e la sorella maggiore, Francesca Filipponi coniugata Felicetti.
A questo punto vorrei chiedere, se un ragazzo di 36 anni, che ha la stessa compagna da 7 anni, assicura un mutuo, per chi lo sta assicurando? Per i suoi eredi in linea ascendente o per la donna che ama e che vive con lui? E poi, è credibile che due persone che vivono insieme, con un mutuo intestato ad uno solo di loro, non collaborino nel pagarlo e nel sostenersi reciprocamente dal punto di vista economico? Federica ha sempre lavorato, come ha potuto, e sempre contribuito all?andamento “familiare”.
Già, ma loro non erano sposati. E la legge italiana non garantisce nessuna tutela per queste vedove che non sono vedove, non è vero? Eppure ci sono matrimoni che durano poche ore, pochi mesi, 2 o tre anni; qui stiamo parlando di una convivenza durata 10 anni con microscopiche soluzioni di continuità.
Il 22 maggio 2004, il giorno prima del funerale di Francesco, la sorella Francesca dice a Federica, davanti a testimoni: “Non ti preoccupare, Chicca. La casa è tua.” Vorrei aggiungere che Francesco e Federica avevano deciso, qualora non avessero potuto avere figli, che pure volevano, di lasciare la casa alla nipote di Francesco, Claudia, figlia appunto della sorella, oggi poco più che maggiorenne.

Ludovica Mazza, Lettera all?On. Franco Grillini, Torino, 10 novembre 2004[...]

A giugno i genitori di Francesco incominciano a rivolgere a Federica richieste verbali sempre più pressanti di lasciare la casa, perché loro la devono vendere e, naturalmente, adducono persino motivazioni etiche ed
affettive: lei non li avrebbe rispettati durante il suo rapporto con Francesco, non li ha frequentati volentieri e non li ha riveriti come si conviene a dei suoceri.
Federica ha scritto al cognato Sig. Felicetti, l?orchestratore della strategia degli eredi, un sms che diceva: “Sei uno sciacallo, figlio del demonio”, uno sfogo puerile ma, credo, assolutamente comprensibile, da parte
di una giovane donna a cui non si dà nemmeno il tempo di piangere la morte dell?uomo che ama senza cercare di sbatterla in mezzo ad una strada. In seguito a quell?sms Federica è stata denunciata il 1° settembre 2004 per ingiurie e molestie.
La casa è stata pagata 256milioni di lire. Ad una settimana dalla morte di Francesco, i suoi zelanti genitori l?hanno fatta stimare 400milioni ed ora chiedono a Federica 350 milioni per poterne acquistare la proprietà (tenendo presente anche che riusciranno comunque a lucrare sulla morte del figlio, se è questo che a loro preme, incassando un cospicuo risarcimento dall?assicurazione della controparte, di chi l?ha investito, mentre Federica ne avrà un risarcimento minimo per danni morali, legittimamente spettante alla convivente).
Federica riceve la prima comunicazione scritta, da parte degli “ex-suoceri” e dell?”ex-cognata”, una raccomandata, il 14 luglio 2004, a 57 giorni dalla morte del Suo compagno, in cui i tre le chiedono di lasciare l?immobile che sta occupando senza titolo. Già… un titolo. La legge italiana, in questi casi, richiede un titolo. E Federica, evidentemente, non ce l?ha.
La seconda comunicazione scritta, via telegramma, risulta di poco successiva: la avvertono di aver dato mandato al loro avvocato per agire al fine di ottenere l?immediata disponibilità dell?immobile.
La terza comunicazione scritta, raccomandata a/r del 1/10/2004, proviene da un avvocato e chiede il ?rilascio dell?immobile libero da persone e cose di sua proprietà entro e non oltre i 10 giorni dal ricevimento della presente?. I 10 giorni, naturalmente, sono trascorsi. Gli eredi del suo povero Francesco agiranno contro di lei per sbatterla fuori di casa nel minor tempo possibile.
Mentre in Spagna si legifera sulle coppie omosessuali, in Italia non si riesce o non si desidera offrire una tutela al superstite di una coppia di fatto eterosessuale? E gli si fa correre il rischio di vedersi sbattere fuori casa da un momento all?altro dagli eredi del compagno venuto a mancare? Per quanto riguarda il diritto successorio, ritengo che le sue caratteristiche di “diritto naturale” siano da considerarsi in senso collaterale e discendente, non certo ascendente: la natura chiede che le proprietà passino dai genitori ai figli, è un sovvertimento di questo ordine che il passaggio avvenga dai figli ai genitori, e, credo, una cosa che nessun figlio, innamorato della propria compagna di vita, si attenderebbe né si auspicherebbe.
Confido nel suo senso di giustizia, confido nel suo essere persona progressista ed illuminata, nella sua lodevole abitudine di impegnarsi in battaglie riguardanti i diritti civili di categorie deboli, nel suo desiderio di vedere il nostro paese progredire ed eliminare con lentezza ma decisione i tratti barbarici che ci portiamo ancora dietro. Ringraziandola per la sua attenzione, e rivolgendole la mia stima e la mia fiducia, le porgo i miei più cordiali saluti.
Ludovica Mazza

Riferimenti: storie di coppie