Archivio

Archivio Febbraio 2007

Io e " Il Male di Vivere……"

26 Febbraio 2007 6 commenti


Sono diventata una ?lillipuziana? e gli altri sono ?blefescusiani?: mi ritrovo chiusa in una scatola, con la possibilità di osservare il mondo dal buco di una serratura. Sono tutti veramente indaffarati, indifferenti, disinteressati, noncuranti: presi da un vortice continuo di cambiamenti, per non riflettere. Il mio problema è opposto, penso troppo. Riconosco perfettamente ?le chiare e fresche dolci acque?.. del male di vivere?. Ogni anno a Febbraio la mia cara amica Depressione bussa alla porta, sapendo perfettamente che le aprirò. Il tempo si ferma, tutto tace e dentro di me qualcosa si spezza. Ricordo che a 14 anni mi chiudevo dentro un grande armadio, tra le coperte e i piumoni, avevo la straordinaria abitudine di ?ninnarmi?! Oggi preferisco la fantasiosa custodia che mi avvolge: lì ho tutto, proprio tutto. I pensieri, i ricordi, la tristezza, la rabbia, il pianto, a volte un gemito animale. Io e le pareti, così non devo dimostrare nulla, soprattutto per sentirmi bene. Quest?anno ho forato il mio involucro, tanti piccoli buchi per rimanere in platea ed essere spettatrice passiva dei miei conflitti, perdite, delusioni e responsabilità. Non si è mai colpevoli, solo consapevoli. Mi sono resa conto di essere addestrata a guidare la macchina, ad esercitare una professione, a comunicare con il mondo via internet, ma dove mi trovo? Ho imparato ad amministrare le mie emozioni? No! Non ho ancora conquistato lo spazio nel quale hanno origine l?ansia, la paura, il coraggio, le frustrazioni e lo stupore per la vita. Chiusa nella mia scatola ho scoperto che la vita è bellissima, ma brevissima?. Breve come le gocce di rugiada che appaiono al calar della notte. Un momento mi sento eterna e l’attimo dopo non sono altro che una pagina di storia. Sono stata preparata ad affrontare la vittoria, so affrontare gli applausi ma non i fischi; cammino con sicurezza quando tutto va bene, ma quando non vedo l?orizzonte mi tiro indietro. Per la prima volta ho osservato lo spettacolo dei miei pensieri e forse anche quello più stupido mi è sembrato fantastico. Alle mie spalle c?era un cassetto, colmo di pastigliette di tutti i colori: una gialla, blu, rossa, bianca?.. sarebbe stato semplice, sin troppo facile. Un po? d?acqua e tutto sarebbe tornato a posto! Pronta a combattere, parlare, vivere, gioire, sorridere, piangere, dentro un?anima anestetizzata?.. Non so come io abbia fatto, ma ho preso ?le polverine magiche? e le ho buttate e ho capito che non c?era alcun teatro e nessuna platea: era solo nella mia mente. Mi sono presentata e ho detto: ciao, mi chiamo Ludovica, benvenuta.

Patrick Indy Stroppa……….. La Morte non uccide La Vita!"

8 Febbraio 2007 8 commenti

Un giorno, inaspettatamente, incontrai la morte e Le chiesi:
? Ma tu chi sei? Che cosa ci fai qui?? – lei rispose-
?Io sono colei che c’è anche quando nessuno mi vede e sono sempre stata qui; solo che tu,
come gli altri, m?ignori senza mai rivolgermi uno sguardo, una parola o un pensiero! Però….
perché non ti sei spaventato vedendomi? Di solito, io faccio paura!?
Le dissi- ? Solo gli stolti hanno paura di te! Poiché tu non sei così potente come dicono!?
E Lei – ? Lo sai. che se io volessi, potrei….?
?Si, lo so?- risposi –
? Fai pure se vuoi, prendi il mio corpo, tanto….non mi serve più!
Ma ricordati che tornerò più forte di prima, così capirai che sei tu ad essere sconfitta e non io!
IO?.nell’aldilà, ho ancora una vita da vivere! Mentre tu rimarrai qui
a mendicare altri cadaveri, illudendoti della potenza che non hai!?
La morte perplessa non mi rispose, girò le spalle e se ne andò.

Monologo Interiore……….. Io e il Teatro.

3 Febbraio 2007 9 commenti


Galahad : Mentre ti prepari, io penso ai vestiti, non ti preoccupare….. prenditi tutto il tempo che vuoi: io aspetto….
Tanti saluti da Stefano – povera stella – guarda, lavora tanto, non so come faccia, è un avvocato, quindi, praticamente un martire dell?orazione, e io gli dico ” ma come fai, come fai non sei un uomo sei un computer”; certo che l’ammiro molto: pensa, in ufficio non va neanche in bagno, per risparmiare tempo, si tiene tutto dentro, fino a che non torna a casa. Ieri sera telefona la sua ex moglie ed io subito pronta a spergiurare che stava telefonando con il cellulare….. non potevo dirle che stava a fare pipì da mezz’ora! Poi Lei è così fine. Non ho mai capito se è così fine da essere impercettibile o così impercettibile da essere fine!!? Mi dice sempre: ” Galahad non fumare che fa male alla pelle”. Balle, sono tutte balle: ” fa venire il cancro”, ma tanto io non ho forza di volontà, (si accende una sigaretta) deve essere il rito dei rimorsi, una specie di recinto sacro dell’io dove viene acceso il fuoco delle nevrosi.
A proposito, non ti affogherai nella vasca da bagno? Non vale la pena, per un uomo, magari per due o tre e poi neanche. Metti piuttosto il bagnoschiuma al biancospino che è rilassante. La colpa, sai, di chi è la colpa per tutte queste storie finite male? E’ solo nostra: gli uomini che buttano male bisognerebbe eliminarli da piccoli ( prende in mano una foto) e pensare che sono così carini, sembrano innocui……
Mentre stai a mollo io riorganizzo la tua vita! Magari fosse possibile: ti riordino la stanza invece. Si dice amiche del cuore, amiche per la pelle – non è vero – le vere amiche sono amiche per la pancia….tutto passa di qui, non altrove, ne sono convinta. La nostra è una razionalità viscerale.
Ti ricordi quando eravamo al liceo? Che mal di pancia prima dei compiti in classe di matematica! All’università, poi, c’era il bagno intasato prima degli esami ed io mi chiudevo dentro delle ore e dicevo: ” non sono pronta”, tutte le volte, e tu a dire ” sei pronta, sei pronta” ; come hai fatto a sopportarmi: ero così, così isterica!
Ti ricordi di quando Luca ed io ci siamo lasciati?! Mi ero ubriacata ed ero sbronza, seduta sul water …. mi soffiavo il naso con la carta igienica……….avevo messo le scarpe nella vasca: dicevo ” è l’oceano e questa è la mia flotta” e l’affondavo di tacco e di punta….poi tu mi hai fatto il caffè, io volevo morire, e invece l’ho bevuto e sono ancora qui…
Oggi non potrei più stare con Luca; siamo troppo lontani: la vita fa crescere parallelamente e non ci s?incontra più. Al primo appuntamento mi portò a mangiare il pesce, io, avevo un vestito sexi per conquistarlo, lui s’abbuffava e non mi guardava neppure; arrivai a casa col mal di stomaco perché avevo preso freddo. In amore spesso si prende freddo e allora non digerisci più le persone, i loro sguardi, i loro desideri e allora lo senti proprio nelle viscere: è come fosse un fischio, un borbottio, è lì che nasce l’amore delle donne in quell’unico occhio….troppo spesso cieco che è il baricentro, il punto d’equilibrio della vita. Quand’ero piccola, mia madre aspettava mia sorella ed io immaginavo che nel ventre vi fosse una porticina segreta e che l’ombelico fosse la toppa per la chiave e ci mettevo dentro il dito e giravo, giravo perché volevo vedere.
Mia madre era calda: chissà perché, mi dicevo, le mamme sono così calde…..?
Dai, stasera pensiamo solo a noi, ci mettiamo eleganti, mangiamo in un bel ristorante, niente dolci che fanno ingrassare. Voglio una notte dove tutto sia chiaro, dove non ci siano dubbi, incertezze, con un bel cimitero di lapidi sugli amori passati, sugli errori: l’epitaffio dice così: qui giace tutto ciò che non ho compreso, tutto ciò che non mi ha compreso. Sarebbe bello.
Il vestito rosa ti starà benissimo, il rosa ti dona, a me no, addosso a me fa schifo, e pensare che è il mio colore preferito. Da piccola volevo una bambolina con i capelli rosa e gli occhietti rosa. Era impossibile da trovare. Fui molto infelice: piangevo, piangevo, pestavo i piedi. Invece gli uomini li bloccano subito nei sentimenti. Mio padre , quando mia madre è stata operata sembrava d’acciaio; mi sono accorta dopo, che stava molto male, aveva uno sguardo impassibile, calmo, ma gli tremava una vena del collo, proprio qui, ( si tocca ) pareva scoppiare. Povero papà, deve essere duro dover sembrare sempre tutto d’un pezzo, comunicare soltanto con il battito del collo, senza parole, senza gesti, senza suoni, sempre con il corpo e lo spirito in giacca e cravatta!
Io voglio fare la prefica, andrò a piangere ai funerali di tutti: anche da quelli che non conosco, mi strapperò le vesti, urlerò, mi lamenterò, sarò inconsolabile. Voglio che tutti respirino la morte e il fallimento. Abbiamo troppa paura dei fallimenti : quando qualcuno divorzierà mi chiameranno e io mi dibatterò in un dolore terribile, piangerò sul loro amore finito, sui loro sensi di colpa, sull’indifferenza, sul rancore….e loro mi guarderanno e poi…. andranno via diversi….diranno agli amici ” vi spiegherà tutto la prefica, è una professione emergente….me l’ha indicata lo psicologo….è una professionista, molto seria, costa cara, ma ne vale la pena”. Naturalmente ci sarà anche la prefica della parte avversa….è lì che si vede la professionalità acquisita.
( Si guarda allo specchio ) Ho una rughetta qui, sta diventando il letto di un fiume; qui vicino ad un occhio, perché ad uno solo? Con quello che spendo in creme.
Io vorrei sapere da una vita, perché quando le cose vanno male ti chiudi sempre in questo mutismo, in questo silenzio che mi fa sentire un’idiota. Sinceramente…..non poteva durare, non c’erano le condizioni. Io sono per troncare, meglio adesso, all’inizio che poi. Comunque sei stata tu a lasciarlo e non ascoltare tua madre con la tiritera ” hai quasi 30 anni…..” Hai viaggiato per tutto il mondo, vivi sola, nessuno ti rompe….l’amore verrà. Sono sicura. Ci facciamo fare l’oroscopo!
Perché adesso che sei libera, da domani, non provi a fare paracadutismo?
Pensa che bello: volo in caduta libera! Praticamente è uguale all’amore, in ogni caso ti butti giù: ma lì, lì in alto vedi tutto infinitamente piccolo, piccolo, tutto è lontanissimo, che distanza, che distacco e sei leggera più dell’aria, quando rimetti i piedi a terra hai come un senso di ebbrezza, di vertigine, di capogiro, che bello! E poi è indolore, l’amore invece no!
Sai cosa mi sembri? L’immagine del Sacro Cuore, quello che ti guarda fisso negli occhi e ti dice ” sei stato tu che mi hai ucciso”. Dovresti non dimenticare che hai il cuore coronato di spine, come nelle vecchie immaginette, così al tuo cuore si avvicinerà soltanto chi non teme di ferirsi le mani.
Parlo troppo stasera: questo silenzio è una palude, dove stai affondando….non c’è verso di smuoverti.
( Va verso la porta ) Cosa fai, ti infili il pigiama? Ok, ok, ok calma, calma, se non vuoi uscire va bene così, stiamo in casa e io preparo la cena: qualche yogurt, mozzarella e pomodoro!! Come non ti va?…Vai a letto, Subito?
Anna, mi dispiace tanto; non piangere troppo, infilati bene sotto le coperte: la luce te la spengo io.