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Archivio Luglio 2007

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2 Luglio 2007 4 commenti


02 Luglio 2007

VI RICORDATE LA STORIA DI MIA SORELLA FEDERICA E IL SUO COMPAGNO FRANCESCO FILIPPONI, MANCATO IL 21 MAGGIO 2004 A CAUSA DI UN INCIDENTE STRADALE? LA MIA LETTERA, DISPERATA, ACCORATA A TUTTO IL PARLAMENTO ITALIANO, PARLAMENTO EUROPEO, A TUTTE LE TESTATE GIORNALISTICHE, TRASMISSIONI TELEVISIVE…..Ecc……

STA ACCADENDO QUESTO:

OGGI 02 LUGLIO 2007 ALLE ORE 14.45, SONO STATA CONVOCATA DAI CARABINIERI OVE MI HANNO NOTIFICATO UNA DENUNCIA PER DIFFAMAZIONE ( art.595 c.p.), a seguito di denuncia-querela sporta da FELICETTI Adelelmo, ( COGNATO DI FRANCESCO ) FILIPPONI Giancarlo, MILLETTI Rita, (GENITORI: EREDI LEGITTIMI ).

Vi riporto la lettera. GRAZIE a tutti coloro che diranno una semplice parola, una considerazione, una carezza…. non a me! A MIA SORELLA FEDERICA, Oggi ancora disperatamente sola e innamorata del SUO FRANCESCO. Grazie.

FEDERICA E FRANCESCO FILIPPONI

Francesco è morto. È morto il 21 maggio del 2004, investito da un pirata che guidava in stato di ebbrezza e che non ha rispettato la precedenza. Francesco è morto sul colpo, contro un palo della luce, a 38 anni, mentre stava recandosi al lavoro.

Il “Corriere Adriatico” del giorno dopo ha dato la notizia dicendo che Francesco Filipponi lasciava la moglie Federica. Ebbene il problema di tutta questa storia, è proprio questo, oltre al dolore ed al lutto indicibile che ci ha colpiti: Federica e Francesco, benché lui da anni la presentasse a tutti come sua moglie, non erano affatto sposati.

L?avrebbero fatto, si sarebbero sposati proprio questo autunno o la prossima primavera, ma purtroppo il destino non ha voluto che le cose andassero così.

E certamente, la Morte, quando arriva, non ti dà il tempo di “sistemare le tue cose”, come vorrebbe la legge italiana in un caso come questo. La Morte non è tenuta a rispettare il Codice Civile, il diritto delle successioni e certo non rispetta le esigenze umane. Federica e Francesco si sono conosciuti ed innamorati nel 1994, dieci anni fa, e da allora non si sono mai separati per più di una settimana, amandosi di quegli amori che solo la morte può intervenire a turbare. Ma non a cancellare, perché Federica ama ancora profondamente il suo Francesco.

Nel giugno del 1997, Francesco e Federica presero in affitto un piccolo alloggio, in Via Firenze, a Senigallia, e andarono a vivere insieme.

Pensi che nostra madre era contraria alla coabitazione perché non si erano ancora sposati! Ma nostra madre morì, dopo una malattia breve ma prostrante per tutta la famiglia, il 1° novembre del 1997, e da allora Federica prese a vivere un po? con il papà, per accudirlo ed alleviargli i dolori della vedovanza, un po? con Francesco, che continuava, naturalmente, ad essere l?incrollabile punto fermo della sua esistenza.

Nel 1999 Francesco si trasferì in un?altra casa e Federica si trasferì definitivamente con lui.

Nel 2001 Francesco (e Federica) acquistano la casa di S. Angelo di Senigallia e si trasferiscono lì a febbraio del 2002. Francesco contrae un mutuo e lo assicura. Entrambi hanno la residenza lì dal mese di luglio del 2002.

Quando Francesco muore, il mutuo viene bloccato e pagato dall?assicurazione, quindi la loro casa, oggi, è di proprietà degli eredi. Gli eredi sono il padre di Francesco, Giancarlo Filipponi, la madre, Rita Milletti, e la sorella maggiore, Francesca Filipponi coniugata Felicetti.

A questo punto vorrei chiedere, se un ragazzo di 36 anni, che ha la stessa compagna da 7 anni, assicura un mutuo, per chi lo sta assicurando? Per i suoi eredi in linea ascendente o per la donna che ama e che vive con lui? E poi, è credibile che due persone che vivono insieme, con un mutuo intestato ad uno solo di loro, non collaborino nel pagarlo e nel sostenersi reciprocamente dal punto di vista economico? Federica ha sempre lavorato, come ha potuto, e sempre contribuito all?andamento “familiare”.

Già, ma loro non erano sposati. E la legge italiana non garantisce nessuna tutela per queste vedove che non sono vedove, non è vero? Eppure ci sono matrimoni che durano poche ore, pochi mesi, 2 o tre anni; qui stiamo parlando di una convivenza durata 10 anni con microscopiche soluzioni di continuità.

Il 22 maggio 2004, il giorno prima del funerale di Francesco, la sorella Francesca dice a Federica, davanti a testimoni: “Non ti preoccupare, Chicca. La casa è tua.” Vorrei aggiungere che Francesco e Federica avevano deciso, qualora non avessero potuto avere figli, che pure volevano, di lasciare la casa alla nipote di Francesco, Claudia, figlia appunto della sorella, oggi poco più che maggiorenne.

Ludovica Mazza, Lettera all?On. Franco Grillini, Torino, 10 novembre 2004[...]

A giugno i genitori di Francesco incominciano a rivolgere a Federica richieste verbali sempre più pressanti di lasciare la casa, perché loro la devono vendere e, naturalmente, adducono persino motivazioni etiche ed

affettive: lei non li avrebbe rispettati durante il suo rapporto con Francesco, non li ha frequentati volentieri e non li ha riveriti come si conviene a dei suoceri.

Federica ha scritto al cognato Sig. Felicetti, l?orchestratore della strategia degli eredi, un sms che diceva: “Sei uno sciacallo, figlio del demonio”, uno sfogo puerile ma, credo, assolutamente comprensibile, da parte

di una giovane donna a cui non si dà nemmeno il tempo di piangere la morte dell?uomo che ama senza cercare di sbatterla in mezzo ad una strada. In seguito a quell?sms Federica è stata denunciata il 1° settembre 2004 per ingiurie e molestie.

La casa è stata pagata 256milioni di lire. Ad una settimana dalla morte di Francesco, i suoi zelanti genitori l?hanno fatta stimare 400milioni ed ora chiedono a Federica 350 milioni per poterne acquistare la proprietà (tenendo presente anche che riusciranno comunque a lucrare sulla morte del figlio, se è questo che a loro preme, incassando un cospicuo risarcimento dall?assicurazione della controparte, di chi l?ha investito, mentre Federica ne avrà un risarcimento minimo per danni morali, legittimamente spettante alla convivente).

Federica riceve la prima comunicazione scritta, da parte degli “ex-suoceri” e dell?”ex-cognata”, una raccomandata, il 14 luglio 2004, a 57 giorni dalla morte del Suo compagno, in cui i tre le chiedono di lasciare l?immobile che sta occupando senza titolo. Già… un titolo. La legge italiana, in questi casi, richiede un titolo. E Federica, evidentemente, non ce l?ha.

La seconda comunicazione scritta, via telegramma, risulta di poco successiva: la avvertono di aver dato mandato al loro avvocato per agire al fine di ottenere l?immediata disponibilità dell?immobile.

La terza comunicazione scritta, raccomandata a/r del 1/10/2004, proviene da un avvocato e chiede il ?rilascio dell?immobile libero da persone e cose di sua proprietà entro e non oltre i 10 giorni dal ricevimento della presente?. I 10 giorni, naturalmente, sono trascorsi. Gli eredi del suo povero Francesco agiranno contro di lei per sbatterla fuori di casa nel minor tempo possibile.

Mentre in Spagna si legifera sulle coppie omosessuali, in Italia non si riesce o non si desidera offrire una tutela al superstite di una coppia di fatto eterosessuale? E gli si fa correre il rischio di vedersi sbattere fuori casa da un momento all?altro dagli eredi del compagno venuto a mancare? Per quanto riguarda il diritto successorio, ritengo che le sue caratteristiche di “diritto naturale” siano da considerarsi in senso collaterale e discendente, non certo ascendente: la natura chiede che le proprietà passino dai genitori ai figli, è un sovvertimento di questo ordine che il passaggio avvenga dai figli ai genitori, e, credo, una cosa che nessun figlio, innamorato della propria compagna di vita, si attenderebbe né si auspicherebbe.

Confido nel suo senso di giustizia, confido nel suo essere persona progressista ed illuminata, nella sua lodevole abitudine di impegnarsi in battaglie riguardanti i diritti civili di categorie deboli, nel suo desiderio di vedere il nostro paese progredire ed eliminare con lentezza ma decisione i tratti barbarici che ci portiamo ancora dietro. Ringraziandola per la sua attenzione, e rivolgendole la mia stima e la mia fiducia, le porgo i miei più cordiali saluti.

Ludovica Mazza