Home > Argomenti vari > 5 Lunghi Minuti

5 Lunghi Minuti

28 Ottobre 2008

 

 

 

Piove, maledetta. Continua incessantemente a solcarmi l’anima. Sono in macchina: le gocce, i rivoli d’acqua scorrono di fronte ai miei occhi. Non dovrei, prendo la borsa, una sigaretta, uniche amiche della mia vita, ne aspiro profondamente l’aroma, accarezzo le chiavi, la pioggia mi entra dentro. Volto la testa. Persiane abbassate, luci soffuse, so che ci sei. Si, lo so. Meglio di te. Apro lo sportello con quelle chiavi che accarezzo: un amuleto, una moneta bucata come ultima fortuna. I miei occhi sono feriti dall’aria, piango senza averne bisogno e cammino sino alla tua porta. Non ho nulla, una sacca, so chi sei e so cosa troverò. Mi apri, sorridi, la tua mano si muove alla ricerca di un accendino e con un cenno  m’i inviti ad entrare, sempre la tua mano sulla mia, mentre mi prendi quell’ennesimo zaino. Sono ferma, inerme, mentre osservo i tuoi occhi… glaciali, scrutano ogni mio gesto. La tua mano scende fra i miei capelli, li osservi, li passi tra le tue dita, mentre avvicini la bocca alla mia. No.. ancora, ancora una volta giochi, mi sfiori la fronte, come per cancellare i miei pensieri, ti stringi a me mentre le tue parole sì perdono nella solita frase: "Stai tranquilla". Conosci i miei fremiti, li raggiungi e mi guardi. Non è cambiato nulla, il tuo sguardo mi segue… so cosa accadrà, lo sento. Shhhhh le tue parole, shhhhhhhhh il tuo respiro, shhhhhhhhhh la tua fronte sulla mia….shhhhhhhhhh indietreggio. Uff.. non sopporto i tuoi occhi, non li voglio vedere.."sei bagnata, prenderai freddo" -  le tue mani sulla mia testa mentre accarezzi la nuca, shhhhhhhhhh non posso, non devo parlare. Non lo  voglio più. 5 lunghi minuti.. sotto la luce della lampada mi accorgo che stai baciando ogni centimetro della mia pelle, ancora…..ancora una volta. Com’è potuto accadere? Guardo la mia maglietta, un trofeo tra le tue dita, mentre un dito sfiora le mie labbra e richiede di fermare il tempo. Chino la testa, la rialzi, la tua lingua cerca la mia, desidero fuggire, non posso, non voglio. Mi ritrovo abbracciata a te, il tuo corpo mi sovrasta, mentre fai parlare la tua voce, l’unica cosa mi abbia portato sino a qui. Nella mia testa, sassi colpiscono i ricordi:" sono qui per …. Non credo sia possibile… richiederò turni massacranti…. Tu chi sei… " La tua bocca esplora ogni piccola parte del mio corpo. Devi fare, devi, dobbiamo, devi: i jeans scivolano a terra, è un gioco, l’ennesimo, il più straziante, esaltante, divorante. Non riesco a trattenere un grido e rivedo il tuo sguardo, mentre mi spogli con un lentezza esasperante, l’ultimo indumento, l’ultimo momento. Le tue mani sui capelli, la tua bocca sul petto, scivola la tua lingua, inarco il bacino e di nuovo tua, selvaggiamente, mentre grido… urla! ove la mia mente si perde in uno spasimo di piacere e di dolore. Mancano pochi secondi, sai cosa faccio, come penso, come mi muovo… gli stessi sguardi… mentre il piacere, il calore, la forza del tuo io irrompe dentro di me. Mi stringi convulsamente, mi guardi… non è un gioco e mi sfiori il viso, sino cercare le mie labbra, con un bacio dolce, lungo, prepotente, dolce. La pioggia ha smesso di cadere mentre la tua mano mi prende nuovamente, 5 minuti.. per un lungo addio. Ti lascio con un sorriso, e mi ripeto, no… non solo cinque.

I commenti sono chiusi.